Dove si racconta di quella prima notte al Link; dove appare la ragazza (djChapagneHep) e incrociamo lo sguardo di un grottesco personaggio.
- Ascolta commissario, non puoi immaginare quanto sia difficile raccontare questa storia: mi sfinisce e io non dormo da tante ore.
Quella prima sera, stiamo parlando della notte del 15, andai al Link tardi ma non abbastanza, le serate non iniziano mai prima delle 2. E infatti il locale era quasi vuoto, grigio e nudo. Comunque quel posto è difficilissimo da riempire: parecchio fuori e troppo grande. Ma non era solo per quello. Sempre meno la gente esce a Bologna per sentire cosa arrivava d'altrove. Sempre meno si esce in genere, per un buon motivo. E alle serate le facce sono sempre quelle e annoiate. Roba da ammosciare chiunque. Un ragazzo metteva su dischi solo per sé. E rimpiansi subito di essere arrivata così presto.
(aveva consegnato la stampa definitiva della tesi alla prof, rilegata. poi si era chiusa in camera. aveva passato il pomeriggio a lavorare sul campionatore. da metà pomeriggio si faceva di coca. erano settimane che andava avanti di quella roba lì, coca amfetamine e MDMA, con metodo. lavorava d’incanto. entactogenesi: e tutto pare giusto e buono per il mondo. sensazione di pace e di gioia totale. non c’era banalità né violenza né stanchezza. non riusciva più a lavorare senza e sapeva che presto non sarebbe più riuscita a lavorare con. non se non se ne andava presto. dove poco importava. ma Dove?)
- C’era poca gente e la sala è tutto sommato molto illuminata. Guardandomi attorno mi fece strano e mi squietò un nano. Hanno età indefinibili, spesso. Non lo avevo mai visto prima. Aveva un modo garbato ed elegante di stare e aspettare. Si guardava attorno e vicino lui stava un ragazzo pakistano di quelli che vendo rose la notte nei locali del centro. Lo avevo già visto. Assolutamente improbabile in quel posto, l’uno e l’altro. Non so se mi aspettassi qualcosa del genere dalla Experimental Trip, ma era evidente che di altro non poteva trattarsi. Scattai qualche foto. Poi arrivò Mauro con gli amici e mi confusi. Ma ci guardammo spesso, e credo mi sorridesse il più delle volte.
(nelle 18 un ragazzo rasato era passato da lei. era il suo ragazzo quello. avevano scopato ma era piuttosto tesa e non era andata molto in là. allora si era calata ancora qualcosa. quando una voce di uomo giovane chiamò non era tardi per nulla, ma era di buon umore e la voleva al locale per bere una roba assieme. erano partiti in macchina ed erano passati e prendere una ragazza magra che rideva sempre. cara amica e compagna. ed era arriva al Link così, bionda e piccola piccola, la felpa rossa con la cerniera asimmetrica, microcaschetto geometrico con frangetta minimal, le scarpe da ginnastica.)
- Più tardi l’atmosfera si muove. E lei appare lì sul palco, come se ci fosse stata da principio. Solo più tardi si avvicinò ai piatti. Era presa bene quelle sera, si vede che le piaceva suonare così, che non appariva nei cartelloni e si era tra amici. Poteva permettersi di lasciarsi un po’ andare e fare anche qualcosa di suo. Si sbatteva di brutto per arrivare a certi ricami graziosi e cupi assieme, assorta. Ma suonare per sé non è interessante, aveva bisogno di adrenalina e della energia della gente. Come lo so? Non lo so infatti. Me lo invento. Per spiegarmela. Una roba di pulsazioni e di sguardi. Come di entusiasmo e sofferenza, e rabbia. Conosco quella sensazione. Non ci stava più dentro. Se ne sarebbe dovuta andare, cazzo! Se ne sarebbe dovuta andare alla grande da che laureata. Ma ormai…
(CANCRO. In base alla mia analisi degli auspici astrologici, nelle prossime settimane i piaceri che attraggono la tua parte adulta potrebbero non suscitare più il solito entusiasmo. Forse faresti un uso migliore del tuo tempo vivendo una seconda infanzia. Probabilmente saresti molto bravo a fare cose come costruire castelli di sabbia, rotolare giù da una collina erbosa, dipingerti la faccia, dar da mangiare agli animali di una fattoria, cercare tra i rifiuti, scalare alberi e creare una mostruosa maschera di cartapesta.)